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• il Linguaggio della Pubblicità •

Nel definire il linguaggio della pubblicità sono stati dati pareri differenti:

  • Tullio De Mauro ha parlato di "linguaggio subalterno" ricordando che la parola è, nella pubblicità, l'asse portante dell'immagine
  • Maria Luisa Altieri Biagi ha definito la lingua della pubblicità una "lingua venduta"
  • Mario Medici si è pronunciato per un "fantalinguaggio" o lingua "ludica" poichè il pubblicitario gioca con le parole così come i fanciulli giocano con il corpo della madre.
  • Secondo Folena (1987, p. 48) i messaggi sono spesso "carezze verbali" che permettono all'adulto di ritrovare la propria infanzia linguistica.


Il linguaggio della pubblicità:

  • attinge elementi da vari codici per poi combinarli in un messaggio verbale 
  • è in grado di creare, riesumare, rivalutare termini provenienti dai più svariati ambiti, e riportare in vita espressioni cadute in disuso, attribuendole ad uno scenario inconsueto e creando, in questo modo, un proprio codice linguistico

  


a cura di: Pisani IIS Aldini     revisione del: 2017-08-22 17:02:06
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